Autore: SNORRI STURLUSON

Editore: RUSCONI

EDDA DI SNORRI

«... BURI, ERA BEUO D'ASPETTO, GRANDE E POTENTE. GENERÒ UN FIGLIO CHE SI CHIAMAVA BORR, QUESTI PRESE IN MOGLIE COLEI CHE SI, CHIAMAVA BESTLA, FIGLIA DEL GIGANTE BÒUHORN, ED EBBERO TRE FIGLI.IL PRIMO SI CHIAMAVA ODHINN, IL SECONDO VILI, IL TERZO VÉ. E IN FEDE MIA SO CHE ODHINN E I SUOI FRATELLI SARANNO I SIGNORI DEL CIELO E DELLA TERRA.»

L’Edda di Snorri costituisce, assieme all'Edda Poetica, uno dei principali monumenti della letteratura islandese medievale e, nel contempo, una delle fonti più ricche di cui disponiamo per la conoscenza dell'antica mitologia germanica e scandinava in particolare.

L’opera fu composta attorno al 1220 ed è un vero e proprio capolavoro letterario che ha suscitato, e continua a suscitare, un interesse profondo.

Tutto si svolge in un alone di irrealtà: un re leggendario, Gylfi, desideroso di penetrare i misteri divini, si traveste da vecchio ed entra nel sacro recinto dell'Asgardhr, dimora degli dèi. Qui, sotto il falso nome di Gangleri, interroga una triade divina dalla quale riceve la rivelazione. Viene a conoscere, in tal modo, il segreto dell'origine del cosmo, la creazione degli dèi, giganti, nani, elfi, valchirie, streghe, le imprese leggendarie degli eroi protagonisti del mito dei Nibelunghi. Personaggi che si muovono in un mondo in cui l'umano attinge al divino e viceversa, dove l'eroe è dio e il dio eroe, accomunati dalla sottomissione a un destino ineluttabile che agli dèi concede solo la facoltà di conoscere in anticipo gli eventi, ma non quella di alterare i suoi decreti. Così è narrato anche il mito del «crepuscolo degli dèi», fine di questo mondo. Di questo, beninteso, perché il mondo è un momento, un singolo attimo dell'eternità attuantesi in una serie di cicli in perenne rinnovamento. La malinconica certezza di un destino cui né uomini né dèi sono in grado di sfuggire soffonde su tutte queste figure un alone di indefinita e rassegnata bellezza.

Snorri Sturluson (1179-1241), figlio di un capitano dell'Islanda occidentale, abile diplomatico e uomo d'affari, finì assassinato perché coinvolto in complotti politici. È la maggiore personalità letteraria del Medioevo scandinavo. La sua Edda (titolo poi passato anche alla maggiore raccolta poetica della letteratura scandinava antica) è un manuale di tecnica poetica scritto per gli scaldi (poeti di corte), ma contiene importanti notizie sulla religione e sulle tradizioni germaniche delle origini.

 

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