Home Cultura Eventi Iniziative

Festival Medievale 2006

Iscrizioni Dove siamo
Artigianato e... Musica Piccoli Cavalieri Tavola Rotonda

Approfondimenti

In questa pagina troverete articoli, saggi, riflessioni, e tutto quello che i nostri associati e voi amici di Excalibur ci invierete per far si che siano pubblicati sul nostro sito.

IL S. AGOSTINO CHE NON C’E’ PIU’….                                                             (di Damiano Di Ruzza) 

S. Agostino e’ sicuramente uno dei principali esponenti della cultura medioevale. Nacque nel 354 in Algeria, da cui ben presto emigrò per dedicarsi ai suoi studi e allo sviluppo della sua dottrina, che sarebbe diventata poi, nel corso dei secoli, un cardine della cultura cristiano-occidentale. Fu uomo molto profondo, altamente spirituale, uno di quegli uomini medioevali nel vero senso della parola. Sette lunghi secoli  fà, sette secoli di esperienza e di bagaglio culturale in meno, eppure eccolo là, Lui, Agostino, profondamente innamorato della vita ed animato da dubbi e problemi sublimi, dubbi e problemi che, oggi, paiono esser gettati nella pattumiera dell’ indifferenza e dell’ignavia. Cosa c’e’ dietro l’esistenza? Chi e’ il motore della nostra azione? L’uomo e’ solo carne, oppure ha la possibilità di essere altro? Questi erano i suoi dubbi amletici e con grandissimo coraggio, si mise sotto, componendo opere lunghissime, molte volte anche prolisse, tutte atte ad enfatizzare sempre di più i suoi pensieri. Pensieri che, col tempo, divennero dottrina, la dottrina agostiniana della vita e dell’essere umano. Confessiones, De Civitate Dei, De Vera Religione: questi tra i suoi testi più famosi ed importanti. La dottrina agostiniana ha in sé un principio teologico fondamentale: la Verità è Dio!! Questa e’ la mamma di tutte le frasi cristiane e la sua eco sembra risuonare ancor’ oggi, sebbene sostengo che si sia perso il senso della spiritualità, che e’ propria della filosofia agostiniana ma, in generale, degli uomini e delle dottrine del tempo!           

La spiritualità e’ il terreno del Bene, della Verità ( che e’ Dio) secondo Agostino; Dio e’ la causa e il motore della volontà e dell’ azione umana; e’ lo spirito che diventa se stesso, che trascende la carne e la dimensione animale, ovvero la nostra dimensione ancestrale. Infatti, l’ uomo e’ prima di tutto carne, peccato, deficienza; ha però la possibilità di trascendere se stesso, superando la sua condizione animale, priva di ragione e soprattutto priva di spiritualità, la condizione effettiva dell’Essere, che e’ a sua volta la manifestazione di Dio, della sua incorruttibilità e della sua eternità! Così il Bene si avrà solo nel caso in cui tutti gli uomini si “ abbandonino” tra le braccia della signora “Spiritualità”. Ed e’ qui che il Bene ha ragion d’essere e d’esistere e laddove l’ uomo si privi di spiritualità si priverà anche del Bene in quanto tale; quindi il male non esiste, e’ solo una deficienza di Bene, ovvero la mancanza di Dio. Da qui si comprende come la vita di Agostino fu una vita di spirito, una vita profonda, sempre impegnata e assorta tra pensieri altamente filosofici ma anche altrettanto problematici.
Si può essere cattolici o meno, cristiani e non, ma va riconosciuta la grandezza di quest’uomo, che raccoglie un’eredita’ tradizionalmente legata a Platone e prepara uno sfondo filosofico culturale ai pensieri di Cartesio prima ed Hegel poi! Mi sembra ,quindi, un punto saldo di continuità del pensiero cristiano-occidentale degli ultimi duemila anni di vita del pianeta terra! Ma il coraggio di Agostino, il suo impavido senso della domanda, la sua profondità morale, culturale e filosofica svaniscono se penso a tutto quello che percorre la mente e l’ animo degli uomini moderni!! Tempi perduti che non si avranno più, menti eccelse che rischieremo non
 

scorgere più nei nostri futuri, così pieni di oblio e così lucenti di pigrizia. Dubbi ormai persi e sepolti dalle ceneri del tempo, domande sublimi ormai soffocate dalla banalità e dal consumismo moderni, stiamo lentamente perdendo il nostro senso dell’Essere ed insieme ad esso anche la capacità di amare, di conoscere e di pensare!
Stiamo entrando in una fase di alto degrado, che va dalla sfera morale, passa per quella culturale per poi finire nella sfera affettivo-sentimentale! Ogni facoltà in noi sta entrando nel castello della pigrizia, che per me rappresenta il vero nemico da combattere!Eh si..,siamo pigri nel dubitare, nel porci domande scomode, a cui magari non si ha una risposta! Siamo pigri nell’aprire le nostre menti, le nostre anime, e stiamo più volentieri e comodamente seduti sulla poltrona del consumismo, piuttosto che affrontare le rapide della conoscenza che, come un fiume in piena, scorre impetuosa verso il suo oceano:l’ oceano dell’infinito,dell’indicibile,dell’impensabile, dell’incon-scio! Oh se solo capissimo che tutto questo giace quieto ma furtivo dentro di noi, dentro la nostra sfera mentale, che fa tutt’uno con la nostra anima.
E’ il tempo dell’Agostino che non c’e’ più…,il tempo dello spirito che corre via come un indiano verso la sua libertà: il problema è che noi siamo fermi, piantati
saldamente nelle fondamenta dell’ignoranza e dell’indifferenza!!
 

SCARICA ARTICOLO in formato PDF

 

CHE COS’E’ LA FILOSOFIA MEDIEVALE?
di Damiano Di Ruzza

      Al cospetto di una domanda così ardua e complessa, gli uomini del tempo, molto probabilmente, avrebbero risposto :”Ai posteri l’ardua sentenza!”.
Ora, non so se settecento anni di storia siano abbastanza per poterci considerare “posteri”, ma una cosa e’ certa: abbiamo settecento anni di spalle più larghe, sette lunghi secoli di culture e di esperienze in più, tanto da poter affrontare, da buoni critici scevri da pregiudizi comuni, tutta la portata storica di una domanda così misteriosa quanto affascinante!
Parliamo del 1300, del 1400, ovvero di anni cruciali dove si instaurarono le radici su cui siamo noi oggi, o meglio, su cui noi,oggi, stiamo “costruendo”. Furono gli anni della Scolastica affermata, gli anni in cui i pensatori medievali si dibattevano tra la loro situazione concreta e la tradizione, molto forte e appositamente creativa proprio per cercare di risolvere gli stessi. Furono gli anni in cui l’Islam smise, definitivamente, di interagire con il mondo occidentale, avvicinandosi, sempre più, alla filosofia ebraica, generando, così, quei binari rigorosamente paralleli che hanno raggiunto pure i nostri giorni! Il dato comune, però, nei pensieri e nelle menti degli uomini del tempo, fu l’oggetto stesso dell’intera cultura “medievale”, non solo di quella “cristiana”: ovvero, il rapporto tra ragione e fede che ebbe, così, un ruolo centrale e determinante per la storia dell’ umanità. L’esistenza di Dio, la sua relazione con il mondo, la natura stessa degli esseri umani: queste erano le domande che si poneva la filosofia del tempo, domande affrontate ovviamente in modo più viscerale, più rispettoso.

 Pensate al coraggio che avevano quegli uomini ad affrontare domande così scomode, così sconcertanti! Domande che, oggi, non si ha il tempo di ricordare, dove i più pensano non ne valga nemmeno la pena porsele. Bè, io do un pensiero a quegli anni, liberando la mia immaginazione, che mi porta fin lì, nei loro animi, nelle loro culture, nei loro tempi, nelle loro vesti cariche di naturalezza! La paura e l’ incertezza erano delle costanti presenze negli animi umani e vivere era talmente arduo; vivere era esattamente la retta sovrapposta della sopravvivenza!Tutto questo, fece di loro degli uomini molto profondi; forti delle paure, era un mondo magico, fatto di culti che al tempo stesso conferivano alla realtà un fascino ed un mistero, totalmente estranei, oggi, al tempo che stiamo vivendo. Non si può, d’altro canto, prescindere da quella che e’ la nostra storia, dai singoli passi che l’uomo ha compiuto, dai singoli eventi millenari, che sono la nostra radice maestra. E’ anche lì  che va cercata la ragione d’essere della nostra esistenza e in altri termini, il perchè del mondo che oggi va cosi!Per questo, quindi, non si può,oggi, far finta di nulla, far finta di non sapere,di non ricordare……… Per questo il nostro sguardo deve volgersi anche alle nostre spalle, perchè il nostro futuro dipende, in modo inconfutabile, dal nostro passato, dalla storia, ovvero dai nostri, determinanti per tutto quello che oggi esiste e ci circonda! Non e’ così difficile pensare che se il nostro passato fosse stato diverso, anche il nostro presente sarebbe stato radicalmente differente da quello che invece oggi e’! Quindi risulta importantissimo, per tutti noi, dare luce al passato ed osservarlo visceralmente ed attentamente, perchè lì risiedono i perchè del nostro scomodo presente! Così, e’ cambiato oggi, il nostro modo di rapportarci con la domanda, col dubbio, e, in onore della tranquillità alienante, appare più comodo

e semplice non porsi proprio quei dubbi e quelle domande che un tempo erano magiche, luminose.Questo mi porta a pensare che la nostra realtà e’ stata depredata della sua dolce magia, del suo diabolico misteron del suo lato più nascosto, ma anche più sconcertante! Ma, d’altronde, secondo un pensiero comune, non e’ meglio vivere, oggi, di ovvietà, di certezze e di falso perbenismo? La comodità e’ un magnete troppo forte per il genere umano che, inerme, si lascia attrarre e risucchiare da un vortice senza uscita. Guardando alla storia e al Medioevo, si capisce come, un tempo, la vita scorreva lungo percorsi più tortuosi, più difficoltosi, molto più scomodi! E proprio perchè comodità non significa necessariamente felicità, tutto questo generava negli uomini del tempo il profondo e rispettoso senso della domanda, che provocava in loro una danza così femminile dei loro pensieri che, coraggiosi, si spingevano verso mete impossibili ed infinite! L’ Oggi, invece, appare come una scatola, finita, sicura e certa; l’Oggi sembra aver perso il suo storico e radicale senso dell’assoluto, dell’infinito, là dove i nostri sogni indossano le vesti della libertà, là dove le nostre menti cavalcano le onde del sapere! Togliamo le fodere dai nostri occhi, scartiamo la carta della indifferenza, gettiamo acqua sul fuoco dell’ ignoranza e liberiamo le nostre menti, portandole là, indietro nel tempo, dove le anime erano immuni dal veleno della modernità e dal virus dell’ apatia!

SCARICA ARTICOLO in formato PDF